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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXXXVII - Al Duca d'Angio

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo signore e fratello in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi il cuore confitto e chiavellato in croce sì e per siffatto modo che v'accresca 'l desiderio vostro, che tosto siate pronto e sollecito a levare il Gonfalone della santissima croce. Son certa che, se voi ragguarderete l'Agnello svenato e consumato in croce per amore, per torvi la morte e rendervi la vita della Grazia, che questo sarà quella santa memoria ch e vi accenderà 'l desiderio a tosto farlo, e raffrenerà del cuore e dell'anima vostra ogni disordinato diletto e vanità del mondo. I quali diletti passano via come 'l vento, e lasciano sempre la morte nell'anima di colui che li possiede; e nel fine della morte, se non si corregge, il conducono alla morte eternale: sicchè per suo difetto si è privato della visione di Dio, e fattosi degno della visione e conversazione delle dimonia.


Ed è cosa giusta e convenevole che sostenga pena infinita colui che offende Dio, che è Bene infinito. Dico di quello che spende tutta la vita sua in delizie e in vivere splendidamente, cercando i grandi onori nelli gran conviti e molti adornamenti; e tutta la sostanzia loro non spendono in altro: e i poverelli si muoiono di fame. Ma essi sempre cercano le grandi e le molte vivande, nettezza di vasi, le care mense, e delicati e ornati vestimenti: ma non si curano dell'anima tapinella, elle si muore di fame; però che gli tollono 'l cibo della virtù e della santaconfessione, e della parola santa di Dio, cioè della Parola incarnata, unigenito suo Figliuolo. Del quale doviamo seguitare le vestigie per affetto ed amore, amando quello che egli ama, cercando quello che egli cercò: ainare le virtù, e spregiare 'l vizio, cercare l'onore di Dio, e cercare la salute di noi e del prossimo nostro. E però disse Cristo, che di solo pane non viveva l'uomo, ma della parola di Dio.


Adunque voglio, caro e dolce signore e fratello in Cristo dolce Gesù, che seguitiate questa dolce Parola, con virtù vera,Cristo crocifisso; e non vi lasciate ingannare almondo, nè alla forte gioventù. Perocchè, seguitando noi pur il inondo, potrebbe esser detto a noi quella parola che disse Cristo benedetto de' Giudei: «Costoro sono simili a' sepolcri, che di fuore sono belli e scialbati, e dentro sono pieni d'ossa e di puzza di morti». Oh quanto dice bene la dolce e prima Verità! E veramente egli è così: che di fuore paiono belli con molti adornamenti, empiendosi 'l cuore e l'affetto di queste cose morte e transitorie, che generano puzza e fastidio di disonestà nell'anima e nel corpo. Ma io spero per la bontà di Dio, che voi v'ingegnerete di correggere sì la vita vostra, che questo non toccherà a voi; ma con grandissimo fuoco d'amore piglierete la croce, nella quale si spense e distrusse la morte del peccato mortale, e avemmo la vita. E così farà a voi. Nella levazione della croce si leverannotutte le offese che avete fatto a Dio e dirà poi Dio a voi:«Vieni, diletto figliuolo mio, che ti sei affaticato per me. Io ti consolerò, e menerotti alle nozze della vita durabile, dove è sazietà senza fastidio, e fame senza pena, diletto senza scandolo»: e non sono fatte come le nozze e i conviti del mondo, che danno spesa senza alcuno guadagno; e quanto più sen'empie l'uomo, più rimane vuoto; da letizia viene a tristizia.


E bene lo vedesti voi nel di d'ieri; che, avendo voi con gran festa fatto il convito, 'l vi tornò a grande amaritudine. E questo permise Dio per grandissimo amore che ha all'anima vostra; e volse manifestare a voi e agli altri ch'erano d'intorno, che cosa è la nostra vana letizia. E mostrò Dio, che quegli atti, le parole e costumi e i modi e consigli fusseno poco piacevoli e accettevoli a lui. Oimè! Io temo bene, che la nostra stoltizia non sia tanta, che non ci lasci considerare il divino giudizio.


Dicovi da parte di Cristo crocifisso, che sempre il dì d'ieri portiate nella memoria, acciò che le cose vostre siano fatte con ordinato modo, e con virtù e timore di Dio, e non senza timore di Dio. Confortatevi, confortatevi; ché io spero. per la sua bontà, che vel farà fare. E non abbiate amaritudine affliggitiva di questo caso che ci è avvenuto; ma sia pena sanativa d'un cognoscimento santo di voi medesimo. Siavi un santo freno, che raffreni in voi ogni disordinata vanità; siccome si fa al cavallo che corre, che si tira la briglia perché non esca fuore dell'ordine del corso suo. Orsù, figliuolo mio dolce in Cristo nostro dolce Gesù, abbracciatevi con la santissima croce; rispondete a Dio, che con essa croce vi chiama: e così adempirete la volontà sua, e il desiderio mio. E però vi dissi che io desiderava di vedervi il cuore e il desiderio vostro confitto e chiavellato in croce. Fate che innanzi che il santo Padre ne vada, voi fermiate il vostro santo desiderio, pigliando la santa croce dinanzi alla Santità sua: e quanto più tosto, meglio è, per lo popolo cristiano, e infedele. E fate tosto senza negligenzia; non prolungate più tempo. Vogliate che piuttosto vi manchi 'l tempo nelle cose temporali, che nelle spirituali; e specialmente in questa santa e dolce operazione, la quale Dio vi ha posta in mano, e favvi degno di quello per la sua bontà, che spesse volte suol fare a' grandi servi suoi.Non dico più. Ricordatevi, monsignore, che dovete morire, e non sapete quando. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Perdonate alla mia presunzione. Gesù dolce. Gesù amore.

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