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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXXXIII - A Gregorio XI

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo e beatissimo padre in Cristo dolce Gesù, lavostra indegna e miserabile figliuola Caterina vi conforta nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi senza alcuno timore servile. Considerando me, che l'uomo timoroso taglia il vigore del santo proponimento e buon desiderio; e però io ho pregato e pregherò il dolce e buono Gesù, che vi tolla ogni timore servile, e rimanga solo il timore santo. Sia in voi uno ardore di carità, sì e per siffatto modo, che non vi lassi udire le vocide' dimonii incarnati, e non vi faccia tenere il consiglio de' perversi consiglieri fondati in amore proprio, che, secondo ch'io intendo, vi vogliono mettere paura per impedire l'avvenimento vostro per paura, dicendo: «voi sarete morto»: E io vi dico da parte di Cristo crocifisso, dolcissimo e santissimo padre, che voi non temiate per veruna cosa che sia. Venite sicuramente: confidatevi in Cristo dolce Gesù; chè, facendo quello che voi dovete, Dio sarà sopra di voi, e non sarà veruno che sia contra Voi.Su virilmente padre! Chè io vi dico che non vi bisogna temere. Se non faceste quello che doveste fare, avereste bisogno di temere. Voi dovete venire: venite dunque. Venite dolcemente senza verun timore. E se veruno dimestico vi vuole impedire, dite a loro arditamente, come disse Cristo a San Pietro, quando per tenerezza il voleva ritrare, che non andasse alla passione; Cristo si rivolle a lui, dicendo: «Và di pò' me, Satanas. Tu mi se' scandalo, cercando le cose che sono dagli uomini, e non quelle che sono da Dio. E non vuogli tu che io compia la volontà del Padre mio?». Così fate voi, dolcissimo Padre; seguitatelo come vicario suo, deliberando e fermando in voi medesimo, e dinanzi da loro dicendo: se n'andasse mille volte la vita, io voglio' adempire la volontà del Padre mio. Poniamochè vita non ne vada; anco, pigliate la vita, e la materia d'acquistare continuamente la vita della Grazia. Or vi confortate, e non temete; chè nonn vi bisogna Pigliate l'arme della santissima croce, che è la sicurtà e la vita de' Cristiani. Lassate dire,e tenete fermo il santo proponimento. Dissemi il padre mio, frate Raimondo, per vostra parte, ch'io pregasse Dio se doveste avere impedimento: e io già n'avea pregato, innanzi e dopo la Comunione santa; e non vedeva nè morte né pericolo neuno. Credete, e confidatevi in Cristo dolce Gesù. Io spero che Dio non dispregierà tante orazioni fatte con tanto ardentissimo desiderio, e con molte lagrime e sudori. Altro non dico. Perdonatemi nella santa e dolce dilezione di Dio. Perdonatemi, perdonatemi. Gesù Cristo crocifisso sia con voi.Gesù dolce, Gesù amore.

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