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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXXXII - A Sano di Maco in Siena

Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.


Carissimo fratello e figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi,e confortovi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi unito e fondato nel vero fondamento, cioè Cristo crocifisso. Il quale è pietra viva, nel quale fondandosi ogni edifizio, è stabile e sicuro; e senza lui nullo puote avere fermezza veruna. Così diceva quello innamorato di Paolo: «Neuno può con sicurtà fondarsi in altro fondamento che nella pietra viva, la quale è Cristo crocifisso; imperocchè non è posto da Dio veruno altro fondamento che egli». E veramente, fratello e figliuolo carissimo in Cristo Gesù, a me pare che così sia la verità; perocchè, se l'anima è fondata veramente in Cristo, neuno vento di superbia o di vanagloria il può cacciare a terra; però che ella è fondata in umiltà profonda, la quale vede Dio umiliato all'uomo per salvarlo. Così ancora neuna acqua d'avarizia e diletti mondani e carnali, quantunque sia grande la piena, può cacciare a terra quest'anima; imperocch'ell'è stabilita e fermata in quella pietra, nella quale non fu nulla mollizie di diletti o consolazioni corporali, ma tutta fermezza in pene e dolori.


Onde l'anima innamorata di lui non può volere altro, che sempre patire con lui obbrobri, scherni, fame e sete, caldo,ingiurie e infamazioni, e all'ultimo ancora con gran diletto ponere e dare la vita corporale per amore di lui. Anco, allora l'anima gode e ingrassa, quando si vede fatta degna di sostenere strazii e derisioni e beffe dal mondo per amore del dolce e buono Gesù. Così si legge degli Apostoli santi, che eglino allora godevano, quando cominciarono a essere spregiati e villaneggiati per lo nome di Gesù.


In questo modo desidera l'anima mia di vederci fondati in Cristo crocifisso, sì e per siffatto modo che nè acqua di tribolazioni, nè vento di tentazioni, nè anco il dimonio con le sue astuzie, nè il mondo con le sue lusinghe, nè la carne con le sue immondizie mai ci possano separare dalla carità di Cristo e da quella del prossimo. E non vi movesse parole seminate dal dimonio per mezzo delle creature, per conturbare la mente vostra o degli altri miei dolci figliuoli e figliuole in Cristo Gesù. Imperocchè questa è l'arte sua antica, di fare suo strumento delle lingue de' cattivi. E alcuna volta, per permissione di Dio, delle lingue de' servi di Dio ne fa suo strumento, per conturbare Ai altri servi di Dio.


Per la grazia del nostro dolce Salvatore, noi giugnemmo qui a Vignone già venti sei dì: e ho parlato col santo Padre e con alquanti cardinali e altri signori temporali. E èssi molto adoperata la Grazia del nostro dolce Salvatore nelli fatti per li quali venimmo qua... Godete e esultate in Domino nostro Jesu Cristo. Confortatevi... Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore. A di 18 giugno 1376 giugnemmo in Vignone.

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