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Le lettere di Santa Caterina

Tratte da: "Le Lettere di S. Caterina da Siena - ridotte a miglior lezione e in ordine nuovo disposte con proemio e note" di Niccolò Tommaseo (G. Barbera, editore - 1860)

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CCXXXI - A Gregorio XI

Al nome di Gesù Cristo Crocifisso e di Maria dolce.


Santissimo padre in Cristo dolce Gesù, la vostra indegna e miserabile figliuola Caterina vi si raccomanda nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi pietra ferma fortificata nel buono e santo proponimento; sicché molti venti contrari e' quali vi percotono, degli uomini del mondo per ministerio e illusione e per malizia delle dimonia, non vi nuocano; li quali vogliono impedire tanto bene che seguita dall'andata vostra. Intesi per la scritta che mi mandaste che li cardinali allegano, che il papa Chimento quarto, quando aveva a fare la cosa, non la voleva fare senza il consiglio de' suoi fratelli cardinali. Poniamoché spesse volte gli paresse che fusse di più utilità il suo medesimo che il loro, nondimeno seguitava il loro. Oimé, santissimo Padre, costoro v'allegano papa Chimento quarto; ma eglino non v'allegano papa Urbano quinto, il quale delle cose che egli era in dubbio se egli era il meglio o si o no di farle, allora voleva il consiglio; ma della cosa che egli era certa e manifesta, come è a voi l'andata vostra, della quale sete certo, egli non s'atteneva a loro consiglio ma seguitava il suo, e non si curava perché tutti gli fussero contrari. Parmi che 'l consiglio de' buoni attenda solo all'onore di Dio, alla salute dell'anime, e alla riformazione della santa Chiesa, e non ad amore proprio di loro. Dico che 'l consiglio di costoro è da seguitarlo, ma non quello di coloro che amassero solo la vita loro, onori, stati e delizie; perocché il consiglio loro va colà dov'hanno l'amore. Pregovi da parte di Cristo crocifisso, che piaccia alla santità vostra di spacciarvi tosto. Usate un santo inganno; cioè parendo di prolungare più dì, e farlo poi subito e tosto, che quanto più tosto meno starete in queste angustie e travagli. Anco, mi pare che essi v'insegnino, dandovi l'esempio delle fiere, che quando campano dal lacciuolo, non vi ritornano più. Per infino a qui sete campato dal lacciuolo delli consigli loro nel quale una volta vi fecero cadere, quando tardaste la venuta vostra; il quale lacciuolo fece tendere il dimonio, perché ne seguitasse il danno e 'l male che ne seguitò. Voi come savio, spirato dallo Spirito Santo, non vi caderete più. Andiamci tosto, babbo mio dolce, senza verun timore. Se Dio è con voi, veruno sarà contra voi. Dio è quello che vi muove: sicché egli è con voi. Andate tosto alla Sposa vostra, che vi aspetta tutta impallidita, perché gli poniate il colore. Non vi voglio gravare di più parole; ché molte n'averei a dire. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Perdonate a me prosontuosa. Umilmente v'addimando la vostra benedizione. Gesù dolce, Gesù amore.

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