IL PLI.SIEN .IT

Novellette di San Bernardino

Tratte da: G. Carabba editore - Lanciano, stampa 1916

Ricerca  

novellette
Apologhi e novellette

Un re giusto

Doh. Io vi vo' dire una cosa che forse vi parrà un gran fatto. Io udii che 'l re Luigi fu uomo molto di Dio, e fu molto savio: certi uomini furono che volevano adomandarli una grazia: volevangli adomandare uno, il quale era ne la prigione per la persona; e composersi costoro d'andare a chièdargli la grazia il venardí santo, e cosí fecero. Andati, disse uno a chi era istato imposto il dire: "Santa corona, noi v'adomandiamo una grazia per amore del nostro Signore, il quale in tal di quale è oggi volse morire per la salute de la umana generazione, e per tralla del legame col quale era legata ne le mani del nimico suo." E feciorli quine uno grande e uno piacevole dire. In tutto, venuti alla conclusione, dissero: "Dateci il tale, el quale voi avete in prigione." Elli rispose e disse: "Voi siate i ben venuti: io non vi rispondo ancora, però ch'io voglio vedere come questa cosa díe andare. "E fecesi recare il suo breviario, e aperselo a caso, e cominciò a leggiere; e la prima cosa che gli venne a le mani si fu: Beatus vir qui custodii iudicium, et facit justitiam in ommi tempore: Beato l'uomo che mantiene il giudicio, e fa giustizia in ogni tempo. E come ebbe veduto questo verso, subito comandò che colui fusse tratto di prigione e che ne fusse fatto giustizia; e cosí fu fatta di subito il venardí santo, — Ou, oe! — Bene il venardí santo! — Io ti dico che ogni volta è bene a mantenere e fare la giustizia. E dico che costui usò giustizia e misericordia a farlo in tal dí, che non guardò se none a la ragione.

novelletta precedente novelletta successiva
novellette
  • Good&Cool
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK