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PAPA PAOLO V - CAMILLO BORGHESI (1552-1621)

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Tratto da "Senesi da ricordare" di Marco Falorni.

Papa Paolo V

Papa

n. Roma, 17/9/1552 - m. Roma, 28/1/1621

Riportiamo questo Pontefice nella presente rassegna, avvertendo il lettore che egli può essere considerato senese solo per aggregazione, in virtù delle sue origini; fu infatti figlio del noto Avvocato Concistoriale Marcantonio Borghesi, nobile senese, e di Flaminia Astalli, nobildonna romana.

Camillo Borghesi studiò Filosofia all'Università di Perugia e Diritto in quella di Padova, per ricoprire poi, al termine degli studi, una serie di importanti cariche nell'apparato ecclesiastico, tra cui quella di Avvocato Concistoriale. Fu poi Vicelegato a Bologna nel 1588, e inviato straordinario presso Filippo II nel 1593; ottenne la porpora cardinalizia nel 1596, e fu Vicario di Roma nel 1603.

Quindi, morto Leone XI, in seguito a un accordo tra le fazioni dei Cardinali, venne eletto Pontefice il 16/5/1605, e prese il nome di Paolo V. Non fu immune da nepotismo: elargì onori e ricchezze a molti congiunti, e al prediletto nipote Scipione Caffarelli riservò la porpora cardinalizia e l'alta carica di Segretario di Stato.

Fu tuttavia uomo caritatevole e molto attivo, anche se il suo operato non sortì sempre e solo effetti positivi. In materia teologica evitò di pronunciarsi su varie importanti questioni dibattute nel tempo, ma lasciò colpevolmente condannare il sistema copernicano.

All'inizio del pontificato dovette subito fronteggiare un grave contrasto politico con Venezia, la quale aveva promulgato leggi restrittive in materia di proprietà ecclesiastica, e quindi si era permessa di deferire al Tribunale dei Dieci due sacerdoti accusati di reati comuni. Paolo V lanciò allora l'interdetto contro la città, ma Venezia, difesa dal punto di vista dottrinale dal suo grande teologo Paolo Sarpi, non si piegò, ed espulse dai suoi confini quella parte del clero che osservava l'interdetto.

La mediazione di Francia e Spagna potè avviare a un componimento della disputa, ma il prestigio di Paolo V ne uscì notevolmente scosso, ed i Gesuiti furono riammessi a Venezia soltanto nel 1657.

Paolo V fu anche un infaticabile sostenitore della diffusione del cattolicesimo nel mondo, ma diversi, a seconda dei continenti, furono i risultati ottenuti. In Europa, soprattutto in Russia, Inghilterra e Francia, questi non furono affatto positivi, a causa della sua intransigenza religiosa.

Ben altri furono i risultati nei continenti extra-europei; notevoli successi furono ottenuti in India, in Cina, in Africa, dove venne anche convertito il Negus di Abissinia, e in America, dove venne anche fondata una colonia di Gesuiti nel Paraguay.

Per quanto riguarda l'attività politica, Paolo V fu piuttosto mancante di senso pratico. Se è vero, infatti, che egli riuscì a promuovere una lega difensiva tra Francia e Spagna, facendo concludere il matrimonio tra Luigi XIII e l'Infante Anna Maria, è anche vero che identificò troppo gli interessi della religione con quelli degli Asburgo, costringendosi infine a subire le concessioni di questi ultimi ai protestanti.

Non sempre, inoltre, riuscì a trovare valide contromisure per arginare la dilagante espansione in Europa della riforma protestante. Anche durante la guerra dei Trent'anni, mentre il Pontefice si preoccupava di trattenere Luigi XIII dall'intervento contro l'Impero, non seppe valutare appieno la gravità della situazione, illudendosi che la repressione della rivolta boema avrebbe concluso presto la guerra, e impegnandosi solo nel 1620 con aiuti finanziari.

Nel campo della riforma interna della Chiesa, ricordiamo che egli impose l'obbligo di residenza agli ecclesiastici, e pubblicò il nuovo «Rituale Romanum»; furono inoltre protetti i nuovi ordini religiosi e furono fondate scuole per l'educazione dei poveri.

Paolo V canonizzò anche vari importanti Santi, tra cui il Cardinale Carlo Borromeo, S. Francesca Romana, S. Gregorio VII Papa, S. Teresa del Bambino Gesù, e S. Ignazio di Loyola.

Egli fu inoltre grande mecenate, soprattutto per gli architetti. Sotto il suo pontificato, tra l'altro, fu eseguita la facciata della Basilica di S. Pietro, la quale fu anche ampliata, sotto la direzione del Maderno; nella medesima Basilica fu costruita la nota Cappella Paolina. Un'altra celebre Cappella Paolina fu costruita nella Basilica di S. Maria Maggiore, e qui Paolo V volle essere sepolto.

Fu anche restaurato l'acquedotto dell'Acqua Paola, e fu costruito il Palazzo del Quirinale, che ancora oggi, sul portale di ingresso, reca l'Arme dei Borghesi.

Ricordiamo inoltre che, su iniziativa del Cardinale suo nipote, furono costruiti anche il Palazzo ora Rospigliosi e la Villa Borghese. Paolo V non tralasciò neppure di occuparsi di agricoltura e di commercio; tra le altre iniziative, fece pure costruire il porto di Fano.

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