ARNOLFO DI CAMBIO (1240-1302)

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Tratto da "Senesi da ricordare" di Marco Falorni.

Scultore e architetto.

N. Colle Val d'Elsa, 1240 circa - m. Firenze, 1302 circa

Arnolfo nacque in una cittadina di confine tra le contrapposte influenze politico-culturali di Siena e di Firenze, anche se attualmente compresa nell'orbita di Siena, e in entrambe le città egli soggiornò e lasciò insigni capolavori.

Come scultore, Arnolfo fu allievo di Nicola Pisano, ed al suo seguito, dal 1265, fu a Siena per lavorare in Cattedrale. Prestò la sua collaborazione nella fabbrica dello stupendo pulpito del Duomo, e inoltre partecipò a vari lavori per la facciata e scolpì i capitelli per i colonnati.

Da Nicola, Arnolfo ereditò lo stile classico e plastico, ma sviluppò la sua arte in modo personale, maturando gradatamente quelle tendenze gotiche di cui fu uno dei maggiori interpreti.

Ancora al seguito di Nicola, il nostro era a Perugia nel 1277, chiamatovi da Fra' Bevignate, per collaborare alla edificazione della Fontana di Piazza; sono di questo periodo alcune sculture (un «Profeta», una «Donna inginocchiata in atto di bere», ecc.) attualmente conservate nel Museo della città.

Ancora in Umbria, a Orvieto, intorno al 1282, Arnolfo eseguì la tomba del Cardinale Guglielmo da Braye nella Chiesa di S. Domenico, opera di fondamentale importanza per l'arte gotica. Egli si trasferì poi a Roma, dove esercitò una influenza determinante per la penetrazione gotica nella scultura locale.

Nel 1285 firmò, con un tal Pietro suo socio, il ciborio della Chiesa di S.Paolo. E' probabilmente attribuibile a lui anche il monumento a Onorio IV, del 1288, nella Chiesa di S. Maria in Aracoeli. Nel 1293 firmò un ciborio nella Chiesa di S. Cecilia in Trastevere. Nel 1296 eresse il sacello a Bonifacio IV in Vaticano, di cui si conservano solo alcuni frammenti.

Per affinità stilistiche si possono ricondurre ad Arnolfo o alla sua cerchia varie opere in Roma, come una statua di Carlo d'Angiò, un frammento di arcata nel Palazzo dei Conservatori, resti dell'«Oratorium praesepis» nella Basilica di S. Maria Maggiore, il monumento del Cardinale Annibaldi in Laterano; le stesse ragioni inducono ad attribuirgli anche il monumento ad Adriano V nella Chiesa di S. Francesco a Viterbo.

Poco dopo Arnolfo si recò a Firenze dove fu Capomaestro dell'Opera del Duomo, del quale iniziò la facciata, di cui resta un disegno nel Museo dell'Opera. Scolpì, in questo periodo, numerose splendide statue: una «Madonna» conservata nel Museo dell'Opera del Duomo; una statua di «Bonifacio VIII» e una di «S. Zanobi» nella Cattedrale di S. Maria del Fiore; la «Natività» e la «S. Reparata» nel Museo Nazionale di Firenze; la bellissima «Dormitio Virginis» del Kaiser Friedrich Museum di Berlino, purtroppo distrutta nel corso dell'ultima guerra.

L'attività di Arnolfo come architetto resta ancora misteriosa, benché delle sue qualità possa dare un'idea la rappresentazione della Cattedrale di S. Maria del Fiore nell'affresco di Andrea di Bonaiuto nel Cappellone degli Spagnoli a Firenze. Certamente, nel periodo fiorentino, Arnolfo dovette aver parte importante nella edificazione del Palazzo Vecchio, e probabilmente mise mano anche a lavori per la Chiesa di S. Croce, per la Chiesa di Orsanmichele, e in altri edifici.

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