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Contrada della
Chiocciola

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San Quirico in Castelvecchio

Dalla Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Quirico, prese denominazione la Contrada, così detta, la quale principia dalla Madonna del Corvo, e per la detta strada scende per la costa della Porta del Castello, detta di Mercurio, nella strada di sotto, accanto a' Mantellini inseliciata di pietre detta da quegli Abitatori il Fondaco, dall'una, e l'altra parte, fino alla Madonna del Forcone, e poi solo a destra fino alla Porta S. Marco, l'Insegna della quale è simile a quella dell'antico Castello, cioè campo rosso con Castello bianco, e sopra esso le feste.

Concistoro anno 1420: Sancti Quirici in Castro Veteri: campus rubeus cum castro albi super quo castro sunt sexte.

 
San Marco

Non molto lontano dalle soprad. v' n'è un altra, che pure essa ancora ha preso il nome dalla Chiesa Parrocchiale di S. Marco, s'estende dalla Porta Oria per la Strada di S. Marco, e delle Sperandie, fino alle mura della Città, della quale l'insegna, che s'è veduta dipinta fino a questo tempo sotto la Madonna del Forcone, è una Branca di Leone bianca in campo rosso, e S. Marco sopra. Ha posseduto fino all'anno 1465 questa Contrada molti Beni, e tra gli altri lo Spedale di S. Pietro, vicino alla Porta, assieme con un Orto fuori della medesima, delle quali cose tutte ne fece un libero donativo alle monache di S. Marta, con obbligo di mantenere in perpetuo d. Spedale, e Chiesa, con non poterla mai alienare.

Concistoro anno 1420: Sancti Marci: campus rubeus cum branca albi cum Sancto Marco aureo super ea.

 
Monistero Sant'Eugenio

Fuori della soprad. porta, vi si comprende la Contrada di Monistero, per antico Privilegio concesso a quel Comune dalla Republica, e dopo da' Sereniss. Principi di Toscana confermatogli, cioè d'essere unito col corpo della Cittadinanza, ed essere considerato per una Contrada della Città, l'Arme della quale si vede a pie la Statua di S. Bartolomeo nella Chiesa Parrocchiale, dedicata a d. Santo, cioè campo a liste bianche, e nere a traverso, con Ghirlanda di Provenca.

Concistoro anno 1420: Monasteri Sancti Eugenii: ad listas albi et nigri cum ghirlanda provenche.

 

Le tre sopradette Contrade, quasi sempre per antico costume, sono state solite rappresentare una Macchina in modo di Chiocciola, poiché Sigismondo Titio dice: anno 1482 Incoia Vici S. Marci Cocleam ligneam exterìus propio pictam colore fabricari fecere, quam juvenes decem, latentes intus, per Urbem gestantes, ac si molli gressu suo serpere videretur. L'anno 1494 comparve in Piazza a un giuoco di pugna, e l'anno 1516 a una Caccia di Tori, l'anno 1527 a un'altra Caccia di Tori. L'anno 1546 comparve a una Caccia di Tori con sessantadue Giovani tutti vestiti in livrea rossa con banda gialla. L'anno 1650 nella venuta in Siena de' Serenissimi Principi di Toscana rappresentò in Carro Trionfale la favola di Scilla, che da Giove fu precipitata nel mare, e convertita in uno Scoglio, che avea sette teste, e anco vi erano molte Chiocciole fatte con bell'artifizio, il rimanente del Carro era carico di molti Suonatori, e Musici, che cantavano alcune ariette in onore de' Serenissimi Gran Duchessa, e Gran Principe, in accompagnatura gli servivano sessanta Soldati, vestiti a Ninfe, di poi seguiva la Bufala da esporsi al corso, condotta da 12 Uomini vestiti di color giallo, e rosso, quale riportò nel corso gloriosa vittoria, che fu un Palio di broccato d'oro di valuta circa 140 Scudi. L'anno 1671 la Chiocciola ebbe il premio per la comparsa, siccome l'anno 1677 e per non rammentargli tutti, che troppo farebbe, basta solo far menzione della sfarzosa comparsa, fatta a' tempi nostri nel 1714 dove comparve al corso del Palio con maestoso Carro, nel quale si rappresentava Maometto, che gustando le Chiocciole e vedendo rimanere le lor conche intatte, creduto da' Turchi miracolo, vengono da' medesimi offerte al Tempio della Mecca. Nella venuta della Sereniss. Gran Principessa Violante l'anno 1717 l'invenzione della Comparsa conteneva, che sopra un Carro di mirabile altezza, tutto dipinto con trofei musicali a oro, si figurava una spaziosa Campagna, per mezzo della quale scorreva il Fiume Peneo Padre di Dafne, seguitata dal Dio Apollo, che la voleva rapire alle rive del Fiume suo padre, dove implorato il Paterno ajuto, viene dal medesimo cangiata in alloro. Dopo ciò sopra le rame del nuovo alloro vien nutrita una Chioccioletta, quale scorgendola Apollo, la vuoi collocare fra le Costellazioni Celesti, ma vedendola alluminata dal Sole della Virtù, che è la Serenissima Violante Gran Principessa di Toscana, rappresentata per la Virtù sopra il Mondo, rimane attonito, e maravigliato per lo stupore. Potrei numerare ancora tante feste di Fuochi artifiziati, e tante vincite di Palj, quali per non mi diffondere in una Sola Contrada, lasciarolle da parte, solo dirò, che gli Abitatori di queste Contrade si dimostrarono sempre parzialissimi devoti di MARIA Vergine, al che si possono attribuire tante vittorie, al quale con generoso dispendio eressero l'anno 1655 un bene adornato Oratorio, appunto dove vedeasi dipinta l'antica Immagine di nostra Donna da Jacomo Pellicciai, alla quale mancavagli solo al di fuori la Facciata, che però da quelle pie genti quest'anno 1722 è stato largamente supplito, con prospetto di Pietre conce, e di bene intesa Architettura.

 

Tratto da "Relazione distinta delle quarantadue Contrade..." di Giovanni Antonio Pecci e "Registro di consegna dei rispettivi vessilli ai Capitani del Popolo..." ASS. Concistoro, 2371. 1 luglio 1420.

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