| VIII - Quando veggio Becchina corrucciata. Quando veggio Becchina corrucciata. se io avesse allor cuor di leone, sì tremarei com'un picciol garzone quando'l maestro gli vuol dar palmata.
L'anima mia vorrebbe esser non nata, nanzi ch'aver cotale afflizìone; e maledico el punto e la stagione che tanta pena mi fu destinata.
Ma s'io devesse darmi a lo nemico, e' si convien che io pur trovi la via che io non temi el suo corruccio un fico.
Però, s'e' non bastasse, io mi morrìa; ond'io non celo, anzi palese 'l dico, ch'io provarò tutta mia valentìa. |