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CCXXIV - A monna Niera di Gherardo Gambacorti in Pisa
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissima figliuola in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de' servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi serva e figliuola fedele del Padre eterno. Sapete che l'amore è quella cosa che ci fa fedeli. In quella cosa che altri ama,egli ha fede. Così vediamo ch'e' veri servi di Dio, per l'amore che essi hanno al loro Creatore, perdono ogni fede e speranza di loro medesimi, che non sperano in loro virtù né in loro sapere; ché egli cognoscono e veggono, loro non essere; l'essere loro retribuiscono a Dio, d'averlo per grazia, e non per debito. Subito che ama con fede, ha speranza viva non in sé, ma in Colui che è. Questi cotali hanno fede viva e non morta, con dolci e sante operazioni.
Quali sono le operazioni che mostrano fede viva fondata in vero amore? La pazienzia contra l'ingiuria o pena per qualunque modo Dio la concede a noi; la divina carità contra l'amore sensitivo proprio di sé medesimo; l'umiltà contra l'enfiata superbia, che l'uomo acquista per lo stato, delizie, onori e diletti del mondo. Questa umiltà dispregerà il mondo con tutte le sue pompe. Ma veruno è che la possa avere, se egli non cognosce sé, difettuoso, non essere, e vegga Dio umiliato a sé. Come l'anima ragguarda la somma Altezza discesa in tanta bassezza quanta è la nostra umanità, vergognasi allora l'umana superbia vedendo Dio tanto umiliato. Or questi sono e' frutti che parturisce la fede viva, posta solo nel suo Creatore. Coloro godono e gustano Dio in verità; non sentono pena per veruna pena o tormento che sostengano, però che credono fermamente che Dio non cerca né vuole né permette veruna cosa, altro che per nostra santificazione. E tutto questo procede dall'amore; ché se l'amore non fusse, non averebbero fede.
Così vedete che per lo contrario coloro che hanno al mondo posto l'affetto a la sollecitudine loro, tutta la fede e la speranza si riposa in loro e nel mondo. E però stanno in continua pena e amaritudine; perché pongono l'amore in cosa che non è ferma né stabile, e così se ne trovano ingannati. Che stabilità hanno o padre o madre o onori e ricchezze o signoria? Non veruna. ché ogni cosa passa come 'l vento. Oggi vivo, e domane morto; testè sano, e testè infermo; testè ricco, e testè povaro; ora stain delizie co' figliuoli suoi, testè viene meno. E però sostiene pena, ponendoci l'amore e 'l disordinato desiderio: perché non bastano; e non può tenere quello che ama.
E però voglio, figliuola mia dolcissima, che non abbiate affetto né fede né speranza in voi né in cosa corruttibile; ma tutta voglio che vi dilettiate di servire Cristo dolce Gesù, dove si riposa ogni diletto e consolazione. Ine s'inebria l'anima del sangue dell'Agnello immacolato, ardesi e risolvesi nel fuoco dell'ardentissima carità; riceve tanta fortezza, che né dimonio né creatura le può tollere questo bene. Adunque nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, ponete l'affetto, la fede e la speranzavostra in Cristo crocifisso. Con questo dolce e vero Agnello passerete questa tenebrosa vita, e giugnerete alla vita durabile, dove si pascono e' veri e dolci gustatori.Non voglio dir più.
Di quello che mi dimandaste dicendo, d'allogare il vostro garzone, vi rispondo che voi attendiate non all'avere né a' grandi parentadi, ma solo alla virtù e allabuona condizione della fanciulla. Quando trovate questo, fatelo sicuramente. E ciò che fate, fatelo con timore di Dio, ponendolo sempre per obietto dinanzi agli occhi dell'anima vostra.
Benedite e confortate Gerardo in Cristo dolce Gesù. E dite a Gherardo, che io mi richiamerò a Cristo crocifisso di lui, perché egli non ha fatto quello che debbe fare ogni fedele Cristiano. Dite che non aspetti l'ultimo dì della vita sua, però che non sa né quando né come. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
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