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TRACTATO DELL’ORAZIONE dal capitolo LXV al capitolo CXXXIV
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Capitolo LXV
Del modo che tiene l’anima per giognere ad l’amore schietto e liberale. E qui comincia el tractato dell’orazione. | Capitolo LXVI
Qui, toccando alcuna cosa del sacramento del Corpo di Cristo, da piena doctrina come l’anima venga da l’orazione vocale a la mentale; e narra qui una visione che questa devota anima ebbe una volta. | Capitolo LXVII
De lo inganno che ricevono gli uomini mondani, e’ quali amano e servono Dio per propria consolazione e dilecto. |
Capitolo LXVIII
De lo inganno che ricevono e’ servi di Dio, e’ quali ancora amano Dio di questo amore imperfecto predecto. | Capitolo LXIX
Di quelli e’ quali, per non lassare la loro pace e consolazione, non sovengono al proximo ne le sue necessitadi. | Capitolo LXX
De lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali. |
Capitolo LXXI
Come i predecti, che si dilectano de le consolazioni e visioni mentali, possono essere ingannati ricevendo el demonio transfigurato in forma di luce. E de’ segni a’ quali si può cognoscere quando la visitazione è da Dio, o dal demonio. | Capitolo LXXII
Come l’anima, che in verita cognosce se medesima, saviamente si guarda da tucti li predecti inganni. | Capitolo LXXIII
Per che modi l’anima si parte da l’amore inperfecto e giogne ad l’amore perfecto dell’amico e filiale. |
Capitolo LXXIV
De’ segni a’ quali si cognosce che l’anima sia venuta all’amore perfecto. | Capitolo LXXV
Come gl’ imperfecti vogliono seguitare solamente el Padre, ma i perfecti seguitano el Figliuolo. E d’una visione che ebbe questa devota anima, ne la quale si narra di diversi baptesmi e d’alcune altre belle e utili cose. | Capitolo LXXVI
Come l’anima, essendo salita el terzo scalone del sancto ponte, cioè pervenuta a la bocca, piglia incontenente l’offizio de la bocca. E come la propria volonta essendo morta è vero segno che ella v’è gionta. |
Capitolo LXXVII
De le operazioni de l’anima poi che è salita el predecto sancto terzo scalone. | Capitolo LXXVIII
Del quarto stato, el quale non è però separato dal terzo; e de le operazioni de l’anima che è gionta a questo stato; e come Dio non si parte mai da essa per continuo sentimento. | Capitolo LXXIX
Come Dio da’ predecti perfectissimi non si sottrae per sentimento né per grazia, ma si per unione. |
Capitolo LXXX
Come li mondani rendono gloria e loda a Dio, vogliano essi o no. | Capitolo LXXXI
Come eziandio li demòni rendono gloria e loda a Dio. | Capitolo LXXXII
Come l’anima, poi che è passata di questa vita, vede pienamente la gloria e loda del nome di Dio in ogni creatura. E come in essa è finita la pena del desiderio, ma non el desiderio. |
Capitolo LXXXIII
Come, poi che sancto Paulo appostolo fu tracto a vedere la gloria de’ beati, desiderava d’essere sciolto dal corpo; la qual cosa fanno anche quelli che sono giunti al terzo e al quarto santo stato predecto. | Capitolo LXXXIV
Per quali cagioni l’anima desidera d’essere sciolta dal corpo. La quale cosa non potendo essere, non discorda però dalla volontà di Dio; ma piú tosto si gloria in questa e in ogni altra pena per onore di Dio. | Capitolo LXXXV
Come quelli che sono gionti al predetto stato unitivo, sono illuminati nell’occhio dell’intelletto loro di lume sopranaturale infuso per grazia; e come è meglio andare per consiglio de la salute dell’anima ad uno umile con sancta coscienzia, che a uno superbo licterato. |
Capitolo LXXXVI
Repetizione utile di molte cose gia dette; e come Dio induce questa devota anima a pregarlo per ogni creatura e per la sancta Chiesa. | Capitolo LXXXVII
Come questa devota anima fa petizione a Dio di volere sapere de li stati e fructi de le lagrime. | Capitolo LXXXVIII
Come sono cinque maniere di lagrime. |
Capitolo LXXXIX
De la differenzia d’esse lagrime, discorrendo per li predecti stati dell’anima. | Capitolo XC
Repetizione breve del precedente capitolo. E come el demonio fugge da quelli che sono gionti a le quinte lagrime. E come le molestie del dimonio sono verace via da giognere a questo stato. | Capitolo XCI
Come quelli, che desiderano le lagrime degli occhi e non le possono avere, hanno quelle del fuoco. E per che cagione Dio sottrae le lagrime corporali. |
Capitolo XCII
Come li quatro stati di questi predetti cinque stati de le lagrime danno infinite varietadi di lagrime. E come Dio vuole essere servito con cosa infinita e non con cosa finita. | Capitolo XCIII
Del fructo de le lagrime degli uomini mondani. | Capitolo XCIV
Come li predecti piangitori mondani sono percossi da quatro diversi venti. |
Capitolo XCV
De’ fructi de le seconde e de le terze lagrime. | Capitolo XCVI
Del fructo de le quarte e unitive lagrime. | Capitolo XCVII
Come questa devota anima, ringraziando Dio de la dechiarazione de’ predecti stati de le lagrime, gli fa tre petizioni. |
Capitolo XCVIII
Come el lume de la ragione è necessario ad ogni anima che vuole a Dio in veritá servire. E prima, del lume generale. | Capitolo XCIX
Di quelli e’ quali hanno posto piú el loro desiderio in mortificare el corpo che in uccidere la propria volontà; el quale è uno lume perfecto piú che il generale, ed è questo el secondo lume. | Capitolo C
Del terzo e perfectissimo lume de la ragione. E dell’opere che fa l’anima quando è venuta a esso lume. E d’una bella visione che questa devota anima ebbe una volta, ne la quale si tracta pienamente del modo da venire ad perfecta purita, e dove anco si parla del non giudicare. |
Capitolo CI
Per che modo ricevono l’arra di vita eterna in questa vita quelli che stanno nel predetto terzo perfectissimo lume. | Capitolo CII
Per che modo si debba reprendere el proximo, a ciò che la persona non caggia in falso giudizio. | Capitolo CIII
Come, se, pregando per alcuna persona, Dio la manifestasse, ne la mente di chi prega, piena di tenebre, non si debba però giudicare in colpa. |
Capitolo CIV
Come la penitenzia non si die pigliare per fondamento né per principale affecto, ma l’affecto e l’amore de le virtú. | Capitolo CV
Repetizione in somma de le predecte cose, con una agiunta sopra la reprensione del proximo. | Capitolo CVI
De’ segni da cognoscere quando le visitazioni e visioni mentali sono da Dio o dal demonio. |
Capitolo CVII
Come Dio è adempitore de’ sancti desidèri de’ servi suoi, e come molto gli piace chi dimanda e bussa a la porta de la sua Verità top perseveranzia. | Capitolo CVIII
Come questa devota anima, rendendo grazie a Dio, s’umilia. Poi fa orazione per tutto el mondo e singularmente per lo corpo mistico de la sancta Chiesa e per li figliuoli suoi spirituali e per li due padri de l’anima sua. E, doppo queste cose, dimanda d’udire parlare de’ defecti de’ ministri de la sancta Chiesa. | Capitolo CIX
Come Dio rende sollicita la predecta anima all’orazione, rispondendo ad alcuna de le predecte petizioni. |
Capitolo CX
De la dignità de’ sacerdoti, e del sacramento del Corpo di Cristo. E di quelli che comunicano degnamente e indegnamente. | Capitolo CXI
Come i sentimenti corporali tucti sono ingannati del predetto sacramento, ma non quelli dell’anima; e però con quelli si debba vedere, gustare e toccare. E d’una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia. | Capitolo CXII
De la excellenzia dove l’anima sta, la quale piglia el predetto sacramento in grazia. |
Capitolo CXIII
Come le predecte cose, che sono dette intorno a la excellenzia del sacramento, sono decte per meglio cognoscere la dignità de’ sacerdoti. E come Dio richiede in essi maggiore purità che nell’altre creature. | Capitolo CXIV
Come li sacramenti non si debbono vendere né comprare, e come quelli che el ricevono debbono sovenire li ministri de le cose temporali, quali essi ministri debbono dispensare in tre parti. | Capitolo CXV
De la dignità de’ sacerdoti, e come la virtú de’ sacramenti non diminuisce per le colpe di chi gli ministra o riceve. E come Dio non vuole che li secolari s’ inpaccino di corrèggiarli. |
Capitolo CXVI
Come la persecuzione, che si fa a la sancta Chiesa o vero a’ ministri, Dio la reputa facta a sé, e come questa colpa piú è grave che neuna altra. | Capitolo CXVII
Qui si parla contra li persecutori de la sancta Chiesa e de’ ministri, in diversi modi. | Capitolo CXVIII
Repetizione breve sopra le predecte cose de la sancta Chiesa e de’ ministri. |
Capitolo CXIX
De la excellenzia e de le virtii e de le operazioni sancte de’ virtuosi e sancti ministri. E come essi hanno la condiczione del sole. E de la correczione loro verso de’ subditi. | Capitolo CXX
Repetizione in somma del precedente capitolo; e de la reverenzia che si debba rendere a’ sacerdoti, o buoni o rei che siano. | Capitolo CXXI
De’ difecti e de la malavita degl’ iniqui sacerdoti e ministri. |
Capitolo CXXII
Come ne’ predecti iniqui ministri regna la ingiustizia, e singularmente non correggendo i subditi. | Capitolo CXXIII
Di molti altri defecti de’ predetti ministri, e singularmente dell’andare per le taverne e del giocare e del tenere le concubine. | Capitolo CXXIV
Come ne’ predetti ministri regna el peccato contra natura, e d’una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia. |
Capitolo CXXV
Come per gli predetti defecti li subditi non si correggono. E de’ defecti de’ religiosi. E come, per lo non correggere li predetti mali, molti altri ne seguitano. | Capitolo CXXVI
Come ne’ predecti iniqui ministri regna el peccato de la luxuria. | Capitolo CXXVII
Come ne’ predecti ministri regna l’avarizia, prestando ad usura; ma singularmente vendendo e comprando li benefizi e le prelazioni. E de’ mali che per questa cupidità sono advenuti ne la sancta Chiesa. |
Capitolo CXXVIII
Come ne’ predecti ministri regna la superbia, per la quale si perde el co. gnoscimento; e come, avendo perduto el cognoscimento, caggiono in questo defecto, cioè che fanno vista di consecrare e non consacrano. | Capitolo CXXIX
Di molti altri defecti e’ quali per superbia e per l’amore proprio si comectono. | Capitolo CXXX
Di molti altri defecti e’ quali comectono li predetti iniqui ministri. |
Capitolo CXXXI
De la differenzia de la morte de’ giusti ad quella de’ peccatori. E prima, de la morte de’ giusti. | Capitolo CXXXII
De la morte de’ peccatori e de le pene loro nel punto de la morte. | Capitolo CXXXIII
Repetizione breve sopra molte cose gia dette, e come Dio in tutto vieta che i sacerdoti non siano toccati per le mani de’ secolari, e come invita la predetta anima a piangere sopra essi miseri sacerdoti. |
Capitolo CXXXIV
Come questa devota anima, laudando e ringraziando Dio, fa orazione per la sancta Chiesa. | | |