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SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
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Capitolo LXXXVII
Come questa devota anima fa petizione a Dio di volere sapere de li stati e fructi de le lagrime.
Alora quella anima, ansietata di grandissimo desiderio, levandosi come ebbra si per l’unione che era facta in Dio e sí per quello che aveva udito e gustato da la prima dolce Verità, e ansietata di dolore della ignoranzia delle creature di non cognoscere il loro benefactore e l’affecto della caritá di Dio (e nondimeno aveva una allegrezza d’una speranza della promessa che la veritá di Dio aveva facta a lei, insegnandole el modo che ella dovesse tenere, ed ella e gli altri servi di Dio, per volere che egli faccia misericordia al mondo); levando l’occhio de l’ intellecto nella dolce Verità dove stava unita, volendo alcuna cosa sapere sopra de’ decti stati de l’anima che Dio aveva a lei narrati, vedendo che l’anima passa agli stati con lagrime; e però voleva sapere da la Verità la differenzia delle lagrime, e come erano facte, e unde procedevano, e il fructo che seguitava doppo el pianto.

Volendo adunque saperlo da la prima dolce Verità únde procedevano le decte lagrime, e di quante fussero ragioni lagrime, perché la veritá non si può cognoscere altro che da essa Verità, però dimanda la Verità. E nulla cosa si cognosce nella Verità che non si vegga con l’occhio de l’ intellecto, unde è bisogno, a chi vuole cognoscere, che si levi con desiderio di volere cognoscere col lume della fede nella Verità, aprendo l’occhio de (‘intellecto con la pupilla della fede ne l’obbiecto della Verità.

Poi che ebbe cognosciuto, perché non l’era escito di mente la doctrina che le die’ la Verità, cioè Dio, che per altra via non poteva sapere quello che desiderava di sapere degli stati e fructi delle lagrime, levò sé sopra di sé con grandissimo desiderio oltre a ogni modo, e col lume della fede viva upriva l’occhio de l’ intellecto suo nella Verità etterna, nella quale vide e cognobbe la veritá di quello che dimandava. Manifestandole Dio se medesimo, cioè la benignità sua, conscendendo a l’affocato desiderio, adempiva la sua petizione.


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