Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies e altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti. Utilizzando questo sito, acconsenti agli utilizzi di cookies e delle altre tecnologie descritti nella nostra informativa sui cookies.
OK
Contrade  Palii  Drappelloni Masgalani Squalifiche Ricerche Statistiche Repubblica
Senese
 News  Giochi


 







SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII


Capitolo LXX
De lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali.
— E alcuna volta per questo cosí facto amore ne riceve anco piú danno. Ché se l’affecto suo solo si pone e cerca nella consolazione e visioni le quali spesse volte dono e do a’ servi miei, quando ella se ne vede privata cade in amaritudine e in tedio di mente, perché le pare essere privata della grazia quando alcuna volta mi sottrago della mente sua; si come ti dixi che Io andavo e tornavo ne l’anima, partendomi non per grazia ma per sentimento, per fare venire l’anima ad perfeczione. Si che ne cade in amaritudine, e parle essere intro lo ‘nferno, sentendosi levata dal dilecto e sentendo le molestie delle molte temptazioni.

Non debba essere ignorante né lassarsi tanto ingannare al proprio amore spirituale che non cognosca la veritá; e cognoscere me in sé, che so’ Io colui, sommo Bene, che le conservo la buona volontà, nel tempo delle bactaglie, che non corre per dilecto dietro a loro. Debbasi dunque umiliare, reputandosi indegna della pace e quiete della mente. E però mi sottrago da lei, per questa cagione: per farla umiliare e per farle cognoscere la caritá mia in sé, trovandola nella buona volontà che lo le conservo nel tempo delle bactaglie; e perché essa non riceva solamente il lacte della dolcezza sprizzato da me nella faccia de l’anima sua, ma perché essa s’atacchi al pecto della mia Verità, si che riceva el lacte insieme con la carne, cioè di trare a sé il lacte della mia caritá col mezzo della Carne di Cristo crocifixo, cioè della doctrina sua, della quale v’ho facto ponte acciò che per lui giongano a me. Per questo mi ritrago da loro.

Andando elleno con prudenzia, e non con ignoranzia ricevendo solamente il lacte, ritorno a loro con piú dilecto e fortezza e lume e ardore di caritá. Ma se esse ricevono con tedio e con tristizia e confusione di mente ci partire del sentimento della dolcezza mentale, poco guadagnano e permangono nella tiepidezza loro.


Effettuare una selezione
TRACTATO
dal capitolo I
al capitolo VIII
 |  TRACTATO DE LA DISCREZIONE
dal capitolo IX
al capitolo LXIV
 |  TRACTATO DELL’ORAZIONE
dal capitolo LXV
al capitolo CXXXIV
 |  TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
dal capitolo CXXXV
al capitolo CLIII
 |  TRACTATO DELL’OBEDIENZIA
dal capitolo CLIV
al capitolo CLXVII

 

F12 = Legenda Mappa del sitoAggiungi ai preferiti utenti connessi: 416
Regolamento del PalioRituale contradaiolo Regolamento del Masgalano
Paliopedia Bibliografia LinksWeb Service del Palio di Siena


made in Siena, archivio: since 1986, sito web: since 2004