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SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
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Capitolo CXIV
Come li sacramenti non si debbono vendere né comprare, e come quelli che el ricevono debbono sovenire li ministri de le cose temporali, quali essi ministri debbono dispensare in tre parti.
— Voglio che siano larghi e non avari, cioè che per cupidità e avarizia vendano la grazia mia dello Spirito sancto. Non debbono fare, né Io voglio che faccino così anco, come di dono e larghezza di caritá hanno ricevuto da la bontá mia, cosi in dono e in cuore largo, per affecto d’amore verso l’onore mio e salute de l’anime, debbono donare caritativamente a ogni creatura che ha in sé ragione, che umilemente l’adimandi. E non debbono tollere alcuna cosa per prezzo, però che non l’hanno comprata, ma ricevuta per grazia da me perché ministrino a voi; ma ben possono e debbono tollere per limosina. E cosí debba fare il subdito che riceve: che debba da la parte sua, quando egli può, dare per limosina; però che essi debbono essere pasciuti da voi delle cose temporali, sovenendo alla necessità loro. E voi dovete essere pasciuti e notricati da loro della grazia e doni spirituali, cioè de’ sancti sacramenti che lo ho posti nella sancta Chiesa, perché ve li ministrino in vostra salute.

E fovi a sapere che, senza veruna comparazione, donano piú a voi che voi a loro; però che comparazione non si può ponere da le cose finite e transitorie, delle quali sovenite loro, a me, Dio, che so’ infinito, el quale per mia providenzia e divina caritá ho posti loro che il ministrino a voi. E non tanto di questo misterio, ma di qualunque cosa si sia, e da qualunque creatura vi fusse ministrato grazie spirituali, o per orazione o per alcuna altra cosa; con tutte le vostre substanzie temporali non agiongono né potrebbero agiognere a quello che ricevete spiritualmente, senza veruna comparazione.

Ora ti dico che la substanzia, che essi ricevono da voi, essi sonno tenuti di distribuirla in tre modi, cioè farne tre parti l’una per la vita loro, l’altra a’ poveri e l’altra mettere nella Chiesa nelle cose che sonno necessarie; e per altro modo no. Facendone altrementi, offenderebbero me.


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