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SANTA CATERINA DA SIENA
LIBRO DELLA DIVINA DOTTRINA
VOLGARMENTE DETTO
DIALOGO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
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Capitolo CV
Repetizione in somma de le predecte cose, con una agiunta sopra la reprensione del proximo.
— Ora t’ho decto, carissima figliuola, satisfacendo al desiderio tuo e dichiaratati di quello che mi dimandasti, cioè in che modo tu debbi riprendere il proximo tuo, acciò che tu non sia ingannata dal dimonio né dal tuo basso vedere. Cioè che tu debbi riprendere in generale e non in particulare (se giá per expressa revelazione tu non l’avessi da me), ma con umilità, per lo modo che decto t’ho, riprendere te e loro.

Anco t’ho decto e dico che in veruno modo del mondo t’è licito ci giudicare in alcuna creatura, né in comune né in particulare, ne le menti dei servi miei, né trovandola disposta né non disposta. E decta t’ho la cagione per la quale tu non puoi giudicare, e giudicando rimarresti ingannata nel tuo giudicio; ma compassione debbi avere tu e gli altri, e il giudicio lassare a me.

E anco t’ho decta la doctrina e il principale fondamento che tu debbi dare a coloro che venissero a te per consiglio e che volessero escire delle tenebre del peccato mortale e seguitare la via delle virtú: cioè che tu lo’ dia per principio e fondamento l’affecto e l’amore delle virtú nel cognoscimento di loro e della mia bontá in loro; e ucidano e annieghino la loro propria volontà, acciò che in neuna cosa ribellino a me. E la penitenzia lo’ dá come strumento e non per principale affecto, come decto è non a ogniuno equalmente, ma secondo che sonno apti a portare e secondo la loro possibilità e stato suo, chi poco e chi assai, secondo che può di questi strumenti di fuore.

E perch’ Io ti dixi che la riprensione non t’era licito di farla altro che in generale per lo modo che decto t’ho (e cosí è la veritá), non vorrei però che tu credessi che, vedendo tu actualmente uno expresso difecto, tu noi possa correggere fra te e lui: anco puoi, e anco, se egli fusse obstinato che non si correggesse, el puoi fare manifesto a due o a tre; e se questo non giuova, farlo manifesto al corpo mistico della sancta Chiesa. Ma hotti decto che licito non è per tuo vedere o sentire dentro nella mente tua: né anco, per ogni vedere di fuore, non ti debbi cosí tosto mutare: se tu non vedessi expressamente la veritá o che nella mente tua l’avessi per expressa mia revelazione, non debbi usare la reprensione se non per lo modo che Io ti dissi. Quella è piú sicura per te, da non potere il dimonio ingannarti col mantello della caritá del proximo.

Compíto t’ho ora, carissima figliuola, di dichiararti sopra questa parte quello che bisogna a conservare e crescere la perfeczione ne l’anima tua.


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