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Italiano
English
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SELVA:
INFO GENERALI |
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Insegna
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Era la contrada dei cacciatori e da questa l'esercito prendeva i suoi migliori arcieri, da qui l'emblema ed il diritto ad aprire le quattrocentesche cacce ai tori.
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Stemma
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Stemma d'argento al rinoceronte passante, al naturale, al piede di una quercia fogliata di verde con arnesi da caccia sormontata da un sole radioso d'oro, caricato della iniziale U in campo azzurro.
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Colori
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Spiega bandiera di arancione e di verde con liste bianche.
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Cabala
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Simboleggia
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Arte e Corporazione
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Tessitori
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Motto
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Festività
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Assunzione della Beata Vergine Maria, 15 Agosto (celebrazione quarta domenica di agosto).
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Stalla (casa del cavallo)
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Società di Contrada
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"Società Rinoceronte", Via Vallepiatta, 26
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La Società del Rinoceronte è stata fondata nel 1876. Il suo nome deriva dall'animale simbolo rappresentato a partire dalla metà del 1500 sui carri utilizzati dai selvaioli nelle storiche cacce dei tori.
Nel 1876 nasce come Società di mutuo soccorso precorrendo, ancora lontane dal nascere, le moderne forme di assistenza tra lavoratori, per salvaguardare le condizioni degli uomini impegnati nelle attività industriali, agricole ed artigianali.
Dopo la guerra 1915-18 la Società mantenne il solo aspetto ricreativo. Nel 1931 si sciolse, per ricostituirsi nel 1946, con l'acquisto dei locali dell'antica cripta di S. Sebastiano.
Dal 1992 la Società si è trasferita nei locali della ex lavanderia dell'ospedale di S. Maria della Scala, in Via di Vallepiatta.
Tratto da: "Diario dell'anno duemila".
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Sede Storico-Museale
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Oratorio
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La Chiesa cinquecentesca di San Sebastiano, già delle monache Gesuate in Via Franciosa.
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Sito internet
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Fontanina battesimale
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Opera di Vinicio Guastatori (1965), è sormontata da un rinoceronte. Reca il motto della Contrada. Si trova in Piazza della Selva davanti alla Sede.
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Il giornalino
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Vallepiatta (dal 1963) - Selvalta (dal 1999)
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Immagine tratta da "Le Contrade di Siena" di F.Rossi
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Storia
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Fu la Contrada dei cacciatori da cui l'esercito senese prelevava i migliori arcieri, da qui il suo emblema e il diritto di aprire e chiudere il corteo che precedeva le "Cacce ai tori".
Ha la sede in Piazzetta della Selva. Sua Patrona la Madonna Assunta. La Chiesa (Oratorio di San Sebastiano) peruzziana, conserva un basso-rilievo in terracotta rappresentante la Vergine Maria con il Bambino la cui fattura viene attribuita a Donatello.
Prima di officiare questa Chiesa i suoi uomini si riunivano nella Cappella della Compagnia di San Giovanni Battista e, dopo, nella Pieve di San Giovanni. Qui si spostarono nell'attuale Chiesa da cui furono allontanati, dopo dieci anni, da un rescritto granducale (1787) che cedeva l'Oratorio alla Pantera (fatto che intensificò la rivalità con quest'ultima Contrada).
La Selva ebbe all'ora l'antica Chiesa di San Desiderio, celebre per aver ospitato, in un turno di quattro mesi all'anno, insieme a San Cristoforo e San Pellegrino, il Governo della Repubblica senese anteriormente alla costruzione del Palazzo Comunale. Per i danni che il terremoto provocò a questa Chiesa (26 maggio 1798) i "Selvaioli" furono costretti a un nuovo trasferimento nella Chiesa di San Niccolò in sasso (territorio dell'Aquila) e infine, nel 1818, tornarono nell'Oratorio di San Sebastiano dove, finalmente, si sono insediati.
Abitarono nel territorio di questa Contrada il pittore- scultore Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta (1412-1480), l'architetto e pittore Francesco di Giorgio Martini (1439 -1512).
La Società è ubicata sotto la Chiesa di San Sebastiano (territorio della Pantera).
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