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Bandiera della contrada AQUILA:
INFO GENERALI

Titolo
Si fregia del titolo di NOBILE per concessione dell'imperatore Carlo V d'Asburgo per la magnifica accoglienza data in occasione della sua visita a Siena nel 1536.

Insegna
Un'aquila, in quanto nel suo territorio vi è il palazzo Marescotti, passato ai signori Piccolomini e oggi Saracini, che aveva impresso, negli archi e nelle porte, detto simbolo.

Stemma
Stemma d'oro all'aquila bicipide nera, coronata di antico, e recante negli artigli scettro, spada e globo imperiale, caricata di un sole radioso d'oro con le lettere 'U.I.' di azzurro per concessione del 1887 a seguito della visita del Re Umberto I e Margherita.

Colori
Spiega bandiera gialla con liste nere e azzurre.

Cabala
60

Simboleggia
La combattività.

Arte e Corporazione
Notai

Motto
Dell'aquila il rostro, l'ugna e l'ala

Festività
SS. Nome di Maria Vergine, 12 settembre (celebrazione domenica infraottava)

Stalla (casa del cavallo)
vicolo dei Percennesi, 24-26

Società di Contrada
"Il Rostro", vicolo del Verchione, 6

Il Circolo "il Rostro" è una delle società di Contrada più giovani essendo stata fondata alla fine degli anni sessanta del 1900. Anche se l'idea di Società già prendeva piede nei primi anni sessanta la Società si è ufficialmente costituita il 22 maggio 1969.

Ebbe la sua prima sede nei vecchi locali della Contrada in Via del Casato di sotto; dal 1981 è stata spostata nel Vicolo del Verchione, anche perché l'ubicazione primitiva era nel territorio della Contrada dell'Onda.

Rappresenta l'organo preposto alle attività ludiche e ricreative e svolge la funzione di luogo di aggregazione per i contradaioli.

Prende il suo nome dal becco robusto e affilato dell'aquila.

Tratto da: "Diario dell'anno duemila".

Sede Storico-Museale
Casato di Sotto 82-88

Oratorio
Chiesa di San Giovanni Battista (via del Casato), già della Congregazione dei tredicini, progettata da Flaminio del Turco e concessa alla Contrada dalla Curia nel 1788

Sito internet

http://www.contradadellaquila.com

Fontanina battesimale
Opera dello scultore Bruno Buracchini (1963). Sul basamento è il motto "Unguis et Rostris", si trova in Piazza Postierla

Il giornalino
Il lampione di Costa Larga (dal 1977)


 


Immagine tratta da "Le Contrade di Siena" di F.Rossi

Storia
Il titolo di "Nobile" le fu attribuito dall'Imperatore Carlo V d'Asburgo nel 1536 per l'ottima accoglienza ricevuta dalla Contrada in occasione della sua visita alla città.

L'effige dell'Aquila ebbe vita dall'appartenenza di una famiglia nobile alla Contrada, i Marescotti, ma notevoli variazioni hanno segnato l'evoluzione di questa come delle altre bandiere di Contrada; nel 1536, l'aquila divenne bicipite per concessione di Carlo V.

In epoca Napoleonica perse gli attributi imperiali, poi subì ulteriori variazioni con la restaurazione dei Lorena, ritornando bicipite con Umberto I che concesse le iniziali. Tutte le trasformazioni erano quindi dettate da eventi storici contingenti.

Collocata nel Terzo di Città, questa contrada, oltre a strette strade soffocate da alte case, racchiude nel suo territorio il Duomo, castellari di famiglie nobili, come gli stessi Marescotti, Manetti, Forteguerri e Colombini ed anche importanti palazzi come Palazzo Chigi-Saracini, sede dell'Accademia Musicale Chigiana.

Nella Piazza della Postierla è stata posta nel 1963 la fontana battesimale, bronzea, opera di Bruno Buracchini.

La Contrada è gemellata con la città de L'Aquila, che nel 1963 donò un bassorilievo bronzeo posto presso la chiesa, e con La Valletta (Malta). La festa patronale viene festeggiata il 12 settembre.

All'Aquila, nel 1967, venne conferita l'iscrizione della nobiltà di Scozia e, nel 1969, il decreto di riconoscimento quale ente morale di Diritto Canonico ai sensi dell'art.99.

Il più antico drappellone pervenutoci è del 2 luglio 1719 ed è conservato nella sede di questa contrada.

Nel 1729 fu emanato il Bando di Violante Beatrice di Baviera, una codificazione dei confini delle contrade; fu provocata proprio da una richiesta dell'Aquila di partecipare al Palio del 2 luglio 1719, dopo che la Contrada si era astenuta, per lungo tempo, da ogni tipo di manifestazione.

 

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