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Sonetti di Folgòre da San Gimignano

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Sonetti per l'armamento di un cavaliere

II - Prodezza

Ecco Prodezza, che tosto lo spoglia
e dice: «Amico, e' convien che tu mudi,
per ciò ch'i' vo' veder li uomini nudi
e vo' che sappi non abbo altra voglia;


e lascia ogni costume che far soglia,
e nuovamente t'affatichi e sudi;
se questo fai, tu sarai de' miei drudi
pur che ben far non t'incresca né doglia».


E quando vede le membra scoperte,
immantinente sí le reca in braccio
dicendo: «Queste carni m'hai offerte;


i' le ricevo e questo don ti faccio,
acciò che le tue opere sien certe:
che ogni tuo ben far già mai non taccio».

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