Palio dell'Assunta
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Mossa abbastanza veloce, anche se l'allineamento al canape è tutt'altro che corretto, parecchie Contrade poi sono fuori posto. Escono bene nell'ordine Tartuca, Oca e Pantera, con il gruppo dietro a r...  

Mossa abbastanza veloce, anche se l'allineamento al canape è tutt'altro che corretto, parecchie Contrade poi sono fuori posto.

Escono bene nell'ordine Tartuca, Oca e Pantera, con il gruppo dietro a rincorrere.

Le posizioni rimangono invariate anche dopo San Martino. Al primo Casato gira bene la Tartuca mentre l'Oca, ancora seconda, comincia ad arrancare, Altoprato evidenzia un problema agli anteriori ed è raggiunta e superata dalla Selva dopo la Fonte.

Intanto, sempre al primo Casato è caduto il Nicchio che si è trascinato dietro Valdimontone e Leocorno. Recuperano anche Drago e Pantera.

Al secondo San Martino la Tartuca mantiene la prima posizione inseguita dalla Selva che sta rinvenendo forte e poi dalla Pantera e dal Drago che hanno avuto la meglio sull'Oca.

E' qui che nelle retrovie il cavallo del Bruco Amoroso sbatte contro il bandierino e si ferisce mortalmente. Cade anche l'Aquila, per fortuna senza conseguenze. Poi per tutto il terzo giro è corsa a due.

La Selva prova a passare da tutte le parti, ma Trecciolino riesce a controllarla fino al bandierino finale.

E' di nuovo Tartuca dopo soli due anni, ancora con Trecciolino diventato ormai l'idolo della Piazza.

Grazie a lui Alesandra, cavalla che non aveva in precedenza mai mostrato queste doti di velocità è riuscita a tenersi dietro Zodiach e Berio.

Tratta da: Palio un anno, 2004
Questo l'ordine di ingresso ai canapi per il Palio dell'Assunta 2004: Aquila con Donosu Tou e Alberto Ricceri detto Salasso; Valdimontone con Zilata Usa e Andrea Mari detto Brio; Drago con Berio e Luc...  

Questo l'ordine di ingresso ai canapi per il Palio dell'Assunta 2004: Aquila con Donosu Tou e Alberto Ricceri detto Salasso; Valdimontone con Zilata Usa e Andrea Mari detto Brio; Drago con Berio e Luca Minisini detto Dè; Oca con Altoprato e Giuseppe Pes detto Il Pesse; Leocorno con Donnaiuolo e Martin Ballestreros detto Pampero; Pantera con Vai Go e Massimo Coghe detto Massimino; Tartuca con Alesandra e Luigi Bruschelli detto Trecciolino; Bruco con Amoroso e Dino Pes detto Velluto; Selva con Zodiach e Antonio Villella detto Sgaibarre e di rincorsa Nicchio con Barattieri e Giovanni Atzeni detto Tittia.

Per due volte il mossiere Ambrosione fa uscire i cavalli dai canapi: insistito il parlottio soprattutto fra Trecciolino e il giovane Atzeni, che riesce a cogliere l'attimo giusto della partenza dopo appena cinque minuti, quando il Montone, rivale del Nicchio, appare imbottigliato, tanto che partirà nono.

In alto invece la Tartuca vola riuscendo a coprire ben prima della Fonte il pur prontissimo sprint dell'Oca e della Pantera.

A San Martino Trecciolino appare già saldamente in testa seguito dall'Oca e dalla Pantera; più attardati Selva e Drago, mentre è incalzante l'avanzata dall'interno del Montone che riesce a girare quinto dopo il Leocorno e davanti al Drago.

Nella spianata del Comune si creano le premesse per la prima svolta del Palio: le due rivali, Nicchio e Montone, si guardano e finiranno per impattarsi, all'altezza del colonnino, annullandosi reciprocamente e trascinando nell'impatto anche il Leocorno. Davanti, Tartuca e Oca sentono già il fiato di Zodiach che riemerge dalle retrovie.

Ma al secondo San Martino la corsa della Tartuca appare ancora sicurissima, mentre il Pes si sente finire Altoprato sotto le gambe ed è la Selva che passa al secondo posto; seguono l'Oca, la Pantera e il Drago. Dietro, c'è la rovinosa caduta del Bruco. Amoroso sbatte nel colonnino e la sua carriera si conclude nel modo più drammatico sul tufo. Cade anche Ricceri, con l'Aquila mai in corsa.

Il terzo giro e un assolo della Tartuca, che non concede se non qualche metro nel finale alla rimonta di Zodiach. L'unico pericolo è Amoroso, steso nel centro della curva di San Martino, intorno al quale si snoda lo slalom dei cavalli rimasti in corsa.

Trecciolino non perde neppure un centimetro nella manovra e può così concludere il suo Palio trionfale davanti alla Selva, al Drago, alla Pantera e all'Oca.

Dal Palio dell'Assunta 2004 escono sconfitti i grandi cavalli, ridimensionati i giovani arrembanti fantini e pure le speranze dei 'vecchi' di arginare lo strapotere dell'unico grande guerriero del Palio di questo inizio di terzo millennio: Luigi Bruschelli detto Trecciolino.


Palio un anno, 2004
i fatti e le emozioni da ricordare
di Daniele Magrini
Mondol editore

Tratta dal sito del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena
La mossa di Bartolo Ambrosione, l'olimpionico alla sua seconda esperienza sul verrocchio, ha visto allinearsi fra i canapi: Aquila, Valdimontone, Drago, Oca, Leocorno, Pantera, Tartuca, Bruco e Selva,...  

La mossa di Bartolo Ambrosione, l'olimpionico alla sua seconda esperienza sul verrocchio, ha visto allinearsi fra i canapi: Aquila, Valdimontone, Drago, Oca, Leocorno, Pantera, Tartuca, Bruco e Selva, con il Nicchio di rincorsa.

Cavalli nervosi, che non riuscivano a rispettare l'ordine, tanto che il mossiere li ha dovuti far uscire due volte, prima che quella barriera di corda cadesse, liberando la pista.

Parte in testa, per pochi metri l'Oca, inseguita dalla Tartuca e dalla Pantera ma, già all'altezza di Fonte Gaia, la Contrada di Castelvecchio ha steso la sua regia, portandosi al primo posto tra le urla della piazza impazzita. Così è arrivata alla prima curva di S. Martino con l'Oca, il Valdimontone e la Selva che entrano all'interno passando la Pantera, per arrivare a precipizio alla curva del Casato, inseguita dall'Oca e dalla Selva. Qui il Valdimontone stringe, urta nel bandierino, perde l'equilibrio e cade, con lui il Nicchio e il Leocorno.

Stesso ordine al secondo S. Martino, dove è ancora la Tartuca che guida, inseguita dalla Selva e dall'Oca, dalla Pantera e dal Drago. Cadono il Bruco e l'Aquila.

Al secondo Casato, dopo la Tartuca, la Selva, la Pantera, il Drago e l'Oca. Invariato l'ordine di arrivo al terzo S. Martino. Solo all'ultima curva del Casato il Drago riesce a guadagnare il posto della Pantera.

Quando all'arrivo il Bruschelli ha alzato il nerbo in segno di vittoria, la gioia del popolo giallo/blu è stata incontenibile.

Una corsa brevissima se rapportata al lungo e cadenzato corteo storico che la precede. Ma forse anche questa sproporzione temporale è cosa voluta, per rendere ancora più esaltante ed emotivo quell¹attimo in cui Siena celebra il suo orgoglio di città unica nel mondo.

Diciassette popoli sotto diciassette bandiere che insieme fanno vivere, sotto un unico simbolo, quella Balzana bianco/nera simbolo della città, una tradizione fatta di passione e storia, che ancor oggi riesce ad uscire indenne dalla mistificazione che caratterizza la nostra contemporaneità.

Centinaia di braccia si sono alzate sotto il palco dei Giudici, centinaia di contradaioli si sono precipitati, correndo a perdifiato, dalle varie parti della piazza per ricevere quel drappo di seta che ogni anno, e per due volte, fa piangere vecchi e ragazzi, fa cancellare paure e rancori. Il bellissimo drappellone dipinto da Igor Mitoraj, con gli stessi colori della Tartuca ­ strano gioco del destino. Unico vero simbolo di una vittoria su una guerra combattuta senza armi, ma con il cuore.

La breve corsa è già storia. In Duomo i tartuchini stanno cantando il Te Deum. Ringraziano la Madonna per il Palio vinto.

Una religiosità strana quella dei senesi, cittadini di una Repubblica antica e mai dimenticata, che riescono a dimostrare una fede forte, forte come i colori pieni dei fazzoletti che stringono al collo, per farsi riconoscere e per continuare questo gioco dove è facile "perdersi" anche per chi non è di Siena.

Tratta da: Le 10 al Canape
L'Oca schizza via dai canapi, ma ancora prima della Fonte, la Tartuca è già in testa, seguita da Pantera, Valdimontone e Leocorno. Al primo Casato si autoeliminano Nicchio, Valdimontone e Leocorno e ...  

L'Oca schizza via dai canapi, ma ancora prima della Fonte, la Tartuca è già in testa, seguita da Pantera, Valdimontone e Leocorno.

Al primo Casato si autoeliminano Nicchio, Valdimontone e Leocorno e la Selva si porta al terzo posto.

Al secondo giro la Selva passa anche l'Oca e si lancia all'inseguimento dell'accoppiata di Castelvecchio mentre nelle retrovie awiene la caduta disastrosa del Bruco.

Il terzo giro è una lotta a due, complicata da un ostacolo imprevisto a San Martino, ma la rincorsa di Zodiach e Sgaibarre risulta vana ed è un nuovo trionfo di Trecciolino.


Le 10 al Canape
Palio del 16 agosto 2012
Extempora

Note:

Estratte 4 Contrade per la squalifica dell'Istrice.

Drappellone

di Igor Mitoraj

 Mi garba

Carriera


il filmato

tempo corsa: 1' 14'' 56

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La mossa


L'arrivo

Il numero unico

Alla zitta - 51½



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Il sonetto

Sonetto della vittoria
  • Good&Cool
  • Consorzio per la Tutela del Palio di Siena Gli stemmi, i colori delle Contrade e le immagini del Palio sono stati utilizzati con l'approvazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena e si intendono a puro scopo illustrativo. Ogni altro uso o riproduzione sono vietati salvo espressa autorizzazione del Consorzio.
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